Il bimbo di 18 mesi non ce l’ha fatta: cosa è emerso (2 / 2)

Chi segue la cronaca italiana e internazionale ricorderà sicuramente il caso del piccolo Alfie, il bambino di 18 mesi che venne trovato senza vita a novembre 2020 nel Kent, Regno Unito.

Da allora come si sa è cominciato un processo nei confronti della madre del bambino, Sian Hedges, 27 anni, e il suo compagno dell’epoca, Jack Benham, 35 anni. Sul corpo del bimbo si notarono i segni di quelli che furono subito interpretati come lesioni provocate da soprusi sul bambino.

Alphie aveva le costole e un braccio rotti, oltre ad una gamba, anch’essa rotta. A causa delle gravissime condizioni per il piccolo nonostante i soccorsi non ci fu nulla da fare. Secondo il procuratore Jennifer Knight “è chiaro che Alfie è stato colpito molte volte”, per questo era in quelle condizioni.

La madre e il compagno durante il processo hanno ammesso che quel giorno avevano assunto cocaina e bevuto whisky mischiato a coca-cola. Ma questa circostanza, che fossero in balia di sostanze, non cambia il quadro accusatorio, gravissimo, nei loro confronti. Accuse per le quali i due rischiano di trascorrere il resto della vita dietro le sbarre.

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I due saranno giudicati il prossimo 19 dicembre e secondo quanto si apprende dalla stampa britannica rischiano l’ergastolo, in quanto sono accusati di delitto nei confronti del bimbo. Entrambi hanno negato di aver fatto del male ad Alfie, con Benham che ha affermato di essersi svegliato con il bambino “sotto la gamba nel letto” e di aver pensato di averlo soffocato.

Vedremo quindi che cosa decideranno i giudici su questo delicatissimo caso di cronaca che all’epoca dei fatti sconcertò l’intera comunità britannica e non solo.