L’identificazione sarebbe avvenuta grazie all’incrocio di numerosi elementi: le immagini dei tatuaggi della donna, trasmesse dal programma televisivo Chi l’ha visto?, hanno spinto un telespettatore a fornire una segnalazione. L’uomo ha riferito di aver assistito a una lite violenta tra una donna con gli stessi tatuaggi e un individuo descritto come “di tratti latini”, in zona non lontana dal parco. Un’aggressione tanto intensa da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Il corpo della donna, una 29enne bionda, alta circa 1 metro e 64 per soli 28 chili di peso, era stato rinvenuto chiuso in un sacco nero, nei pressi di via Leone XIII. A poca distanza, e con alcune ore di anticipo, era stata trovata la bambina, presumibilmente di età compresa tra sei e dodici mesi. Entrambe erano prive di documenti.
Le autorità, pur non confermando ufficialmente i nomi, avrebbero trasmesso a Interpol e polizie estere l’identità di un uomo ritenuto coinvolto, attualmente irreperibile. A suo carico pende l’ipotesi di duplice delitto aggravato. Il quadro investigativo resta complesso. Gli esami sul corpo della donna hanno escluso segni evidenti di violenza fisica o overdose: si attendono ora gli esiti istologici per chiarire se il decesso sia sopraggiunta per cause naturali o per avvelenamento.
Diversa la situazione della bambina: sul corpo segni compatibili con lo strangolamento e la denutrizione. Una dipendente del Servizio Giardini ha raccontato di aver visto i tre cercare rifugio in tenda all’interno del parco, parlando in inglese. I resti di quella tenda e alcuni indumenti, ritrovati nei pressi, potrebbero rivelarsi decisivi.
Si infittisce il giallo del duplice ritrovamento a Villa Pamphilj, dove lo scorso sabato sono stati scoperti i corpi senza vita di una giovane donna e della sua bambina. Nelle ultime ore, gli inquirenti sarebbero riusciti a risalire all’identità: si tratterebbe di madre e figlia di nazionalità americana.