"Ha perso la vita in un sinistro nautico". Italia sconvolta, è successo tutto in pochi istanti (2 / 2)

Anna Chiti, 17 anni, è deceduta su un catamarano a Venezia,  nel suo primo giorno di lavoro. Un decesso improvviso, agghiacciante, questo, che ha scosso milioni di italiani. Gli inquirenti indagano per far luce sul sinistro nautico in cui la ragazza ha perso la vita ma, nel frattempo,  i genitori devono fare i conti col peggiore dei lutti,  quello di una figlia.

Il padre di Anna, Umberto, si è lasciato andare ad uno sfogo, dicendo: «Mia figlia su quella barca doveva solo parlare l’inglese. Fare la traduttrice. Non avrebbe dovuto fare il marinaio. Ma poi mi chiedo: mandi una bambina di 17 anni, senza salvagente né niente, su una barca di 10-12 metri a fare una manovra che di solito fa uno con decenni di esperienza?».

Umberto ritiene che su quella barca, in cui Anna era da sola con lo skipper, ci volesse più personale e chiede verità e giustizia. Anna è precipitata in acqua a pochi centimetri dalla banchina. Sulla base della prima ricostruzione effettuata, aveva la corda in mano, mentre i motori dell’imbarcazione erano accesi. Tutto ad un tratto, la corda si è impigliata nelle eliche, provocando il decesso sul colpo. La Capitaneria di Porto e la procura di Venezia stanno indagando per ricostruire l’accaduto. Ci si chiede se Anna avesse un contratto per stare a bordo del catamarano e potesse effettuare da sola la manovra di ormeggio.

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Il padre ritiene che la figlia avrebbe dovuto solo fare accoglienza agli ospiti, probabilmente come giornata di prova, con un ingaggio a voce, dunque senza contratto, a nero.  Umberto è del parere che la figlia non doveva fare la manovra in ormeggio da sola , precisando di aver scoperto del nuovo lavoro di Anna il giorno prima, tramite un amico del cantiere. Era entusiasta Anna, di mettere da parte un po’ di soldi, con quel lavoro, in quanto il 7 giugno avrebbe compiuto 18 anni e voleva fare una festa con gli amici, comprandosi qualcosa.

Anna era una nuotatrice esperta, con una famiglia di subacquei alle spalle. Del resto Umberto stesso è un portuale ma un tempo ha effettuato recuperi in profondità. La passione per il mare li accomunava e Anna sognava di fare il comandante e di girare il mondo sulle grandi navi da crociera o offshore…. sogno che non potrà più realizzarsi, purtroppo.