Gratta e vinci regalato da lui da 500 mila euro: ecco perché non vale niente (2 / 2)

La vicenda ha avuto inizio l’8 marzo scorso a Carsoli, in provincia dell’Aquila, quando un uomo ha deciso di fare un regalo insolito alla compagna per la Festa della donna: un Gratta e Vinci da 5 euro acquistato presso il Bar Renato. Quel biglietto, della serie Color Puzzle, poteva teoricamente offrire un premio fino a 500 mila euro, rendendo subito la scena carica di aspettative.

Insieme, i due hanno grattato il tagliando. I numeri sembravano combaciare, e la sensazione di aver centrato una vincita clamorosa ha rapidamente preso piede. L’euforia è stata tale che la donna ha deciso di portare il tagliando in banca per farlo verificare e, subito dopo, si è allontanata dalla casa comune, lasciando il compagno nello sconforto e nella confusione.

Da quell’istante la situazione è precipitata. Convinto di aver perso la possibile ricchezza, l’uomo ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza, sostenendo che tra loro ci fosse un accordo sulla divisione della vincita. La notizia ha persino attirato l’attenzione della Procura di Avezzano, che ha seguito la vicenda con crescente interesse.

Tuttavia, l’aspetto più beffardo è venuto dalla verifica ufficiale. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che in Italia è l’ente responsabile della regolamentazione e della validazione dei giochi come il “Gratta e Vinci” — ha analizzato il tagliando seguendo la procedura prevista per le vincite elevate e ha scoperto che la combinazione ritenuta vincente non lo era affatto.

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Il motivo dell’errore? Un numero non completamente grattato aveva portato a leggere un “13” quando in realtà il numero era un “43”, che non corrispondeva alla combinazione premiata. Questo dettaglio, apparentemente minimo, ha reso il tagliando completamente privo di valore.

Così, quella che per giorni è sembrata una possibile vincita di mezzo milione di euro si è rivelata una clamorosa illusione, con il sogno di ricchezza trasformato in una beffa e la vicenda chiusa senza alcuna somma da incassare.