"Gli è saltato un embolo". Il triste annuncio in diretta Tv (2 / 2)

Nicola Turetta è il padre di Filippo Turetta, il 22enne accusato di aver tolto la vita all’ex fidanzata e coetanea Giulia Cecchettin. Il ragazzo al momento si trova detenuto presso la casa circondariale di Verona ed è accusato di delitto volontario.

Tante le prove che gli investigatori hanno raccolto sul suo conto, ma sarebbe stato lui stesso comunque a confessare, prima alle autorità tedesche e poi a quelle italiane, di aver tolto la vita alla sua ex fidanzata.

Turetta come si ricorderà è stata fermato in Germania dopo una settimana e dopo aver percorso circa 1.000 chilometri. Il giovane è stato fermato a bordo della sua auto vicino Lipsia dalla polizia tedesca, in quanto era fermo sulla corsia di emergenza. E fanno discutere in queste ore proprio le parole del padre.

I genitori non riescono ancora a capacitarsi come quel figlio definito da sempre un “bravo ragazzo” si sia trasformato tutto ad un tratto in un’altra persona. Secondo l’uomo è possibile che Turetta volesse solo fare paura a Giulia, questo in quanto voleva che lei non si laureasse prima di lui. Ha molta difficoltà a parlare il signor Turetta ai microfoni della trasmissione “Chi l’ha Visto?”, ancora sgomento per quanto riuscito a fare da suo figlio.

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“Io ho pensato questo, fino all’ultimo. Perché ho sentito Gino e sua figlia Elena dire che lui non voleva che Giulia facesse la laurea prima di lui. E quindi io penso che lui volesse sequestrarla, rapirla per non darle la soddisfazione e dopo lasciarla. Purtroppo le cose sono sempre peggiorate. Forse voleva farle paura, nel senso di costringerla: ‘Sali in macchina con me, vieni via’. Quindi aveva un coltello magari che lei potesse… ma queste sono tutte cose… che invece poi la cosa è precipitata e lui gli è saltato un embolo” – questa la frase del signor Turetta che sta indignando l’Italia.

“Non so io adesso, nel senso che questa tragedia sia finita in questo frangente. L’unica spiegazione potrebbe… perché non è una cosa razionale, cioè una persona che ami, che le fai i biscotti, prepari tutto, che la porti a casa… Un bene così non può sfociare in una tragedia del genere. Ci vorrebbe Freud perché mi dia delle spiegazioni” – così ha continuato a dire Nicola Turetta il quale ha affermato poi in conclusione che con questo episodio “entriamo nel ramo della psicologia” e secondo lui bisognerebbe aiutare questi ragazzi che al giorno d’oggi “appena gli togli qualcosa crollano oppure fanno questi atti così violenti”. Si ricorda che i genitori di Turetta in queste ore hanno rinunciato ad incontrare il loro figlio rinchiuso nel penitenziario di Verona.