Giulia Tramontano, viene fuori il dettaglio da brividi (2 / 2)

L' omicidio di Giulia Tramontano | il fidanzato Alessandro confessa | L' ho  accoltellata e volevo darle fuoco

Proprio nella giornata di sabato 27 maggio, Giulia pare avesse incontrato l’altra ragazza per un incontro chiarificatore. La sera poi sarebbe avvenuta una violenta lite tra Giulia e Alessandro, al culmine del quale forse l’Impagnatiello ha messo in atto i suoi avversi pensieri. Tutta da ricostruire la dinamica dell’azione del 30enne.

Da quanto si è appreso dai primi rilievi eseguiti dalle autorità, pare che Alessandro abbia prima colpito con almeno due coltellate la fidanzata Giulia, uccidendola. Poi avrebbe avvolto il corpo in alcuni sacchi e avrebbe addirittura tentato di darle fuoco. Terminata l’azione in questione Alessandro avrebbe tentato di depistare gli inquirenti.

Secondo chi indaga sarebbe stato proprio lui a inviare i messaggi all’amica di Giulia e alla madre di lei. L’amica aveva ricevuto un messaggio da parte della Tramontano in cui quest’ultima affermava di essere turbata in quanto aveva litigato con il suo fidanzato, mentre poi aveva detto alla madre di non preoccuparsi.

Il mattino di domenica 28 maggio era stato lo stesso Impagnatiello a denunciare la scomparsa della sua fidanzata: aveva detto di averla lasciata a letto la sera prima e di non averla trovata al rientro. Un racconto però che, viste le tante incongruenze, non ha convinto gli investigatori che hanno cominciato a sospettare di lui. “Ho ucciso Giulia Tramontano a coltellate e ho cercato di bruciare il cadavere” – queste le parole che Impagnatiello avrebbe pronunciato dinanzi agli inquirenti, così come riportato da TgCom24.

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Le conferme sono poi arrivate dagli esami effettuate nell’auto del 30enne e nell’abitazione della coppia. Inoltre si sospetta possa esserci una terza persona che avrebbe aiutato Alessandro a nascondere il corpo di Giulia. Su questo particolare però al momento non ci sono conferme, ma appunto solo ipotesi di indagine.

L’Impagnatiello ha sempre affermato di aver agito da solo. Dopo l’interrogatorio di garanzia il fermo a carico del giovane è stato fermato e lo stesso è stato trasferito nella casa circondariale di San Vittore a Milano. Il 30enne ha inoltre dichiarato di non essere riuscito a bruciare completamente il corpo, che difatti è stato trovato solo parzialmente carbonizzato.