E’ stata depositata nella giornata di ieri, mercoledì 30 agosto, la relazione sull’autopsia effettuata sul corpo di Giulia Tramontano. Quanto sta emergendo in queste ore è davvero raccapricciante. La posizione di Impagnatiello si sta aggravando sempre di più e si punta a dimostrare l’aggravante della premeditazione.
Secondo quanto emerso dall’autopsia, la povera Giulia Tramontano sarebbe stata ancora viva dopo ogni coltellata infertole da Alessandro Impagnatiello, per di più nel corpo della 27enne sono state trovate tracce di veleno per topi. Infatti era già dallo scorso gennaio che il barman, molto probabilmente, stava premeditando l’omicidio della compagna.
Gli inquirenti avrebbero scoperto infatti che il 30enne cercava su Google: “Quanto veleno per topi è necessario per uccidere una persona?” oppure “Come avvelenare un feto“. Sono queste le inquietanti ricerche rinvenute dalla cronologia del pc di Impagnatiello già molti mesi prima che si consumasse il reato.
Insomma, tutti gli indizi conducono verso la strada della premeditazione. Subito dopo averla eliminata, Impagnatiello ha tentato di bruciarne per ben 2 colte il corpo prima di avvolgerlo in un sacco e nasconderlo in un’intercapedine a poche centinaia di metri da casa. Dopo poche ore Impagnatiello confesserà e sarà messo in manette.
Non c’è dubbio che con queste nuove prove, la magistratura dovrà quasi sicuramente riconoscere l’aggravante della premeditazione inizialmente esclusa dalla giudice per le indagini preliminari Angela Minerva. Staremo a vedere nelle prossime settimane come si evolverà la vicenda, ma per Impagnatiello sembra mettersi sempre più male.