Giulia Tramontano, l’appello poco fa del parroco della chiesa (2 / 2)

Il clamore mediatico del femminicidio di Giulia è fortissimo. Se ne parla praticamente ovunque, sui social, sui siti d’informazione, nei programmi che hanno seguito il suo caso, sin da quando della 29enne si sono perse le tracce.

Oggi sarà lutto cittadino  a Sant’Antimo, paese in provincia di Napoli dove la famiglia Tramontano vive ed è circondata, in queste ore così dolorose, legate alla prematura dipartita della figlia e del nipotino che lei portava in grembo, dalla vicinanza dei suoi compaesani.

Mentre Magda Beretta, sindaca di Senago, dove la tragedia si è consumata, ha dichiarato: «Mi ha telefonato la famiglia per farci sapere che avrebbero gradito la nostra presenza in un momento così doloroso»,   i familiari di Giulia hanno annunciato, sin da ieri, la volontà di vivere il drammatico momento dei funerali solo assieme ai parenti e agli amici più stretti e Chiara, sorella minore della 29enne cui è stata tolta la vita, si è fatta portavoce del pensiero dei suoi genitori via social.

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Intanto, a poche ore  dai funerali, il parroco don Salvatore Coviello, intervistato da Repubblica, ha detto: «La chiesa non riuscirebbe a contenere tutte le persone che in questi giorni hanno mostrato solidarietà alla famiglia Tramontano. Non so come faremo a gestire il flusso delle persone ma è necessario rispettare la volontà dei familiari di Giulia». Un appello, quello del parroco, a rispettare l’esplicita volontà della famiglia Tramontano, che vuole stare alla larga dai riflettori, dall’assedio dei giornalisti,   vivendo in se stessa lo strazio dell’addio.

Intano Alessandro Impagnatiello, reo confesso dell’omicidio, si trova in un’ala del carcere di San Vittore, a Milano, insieme a un compagno di cella, sorvegliato a vista da una guardia per il timore che possa provare a togliersi la vita. Su di lui gravano accuse pesantissime:  l’accusa di omicidio aggravato, soppressione di cadavere e procurato aborto.  Intanto le indagini proseguono, a caccia di complici che possano aver aiutato il barman ad occultare il corpo della fidanzata incinta e a ripulire l’abitazione in cui il femminicidio è stato commesso.