Giulia Tramontano, ecco cosa hanno trovato gli inquirenti a casa di Alessandro (2 / 2)

Nel corso della giornata di ieri, mercoledì 7 giugno, le forze dell’ordine hanno perquisito a fondo l’appartamento di Alessandro Impagnatiello per cercare nuove prove in merito alla dinamica  dei fatti. Ciò che emerso, avvalendosi di strumenti come il luminol, ha lasciato tutti senza parole.

Nonostante il colpevole si sia impegnato in modo quasi maniacale a ripulire il suo appartamento dalle tracce del delitto, non ha tenuto però in considerazione della tecnologia di cui si avvalgono le forze dell’ordine. Infatti, le indagini molto accurate dei carabinieri hanno portato a delle clamorose scoperte.

Grazie al luminol, quella sostanza chimica utilizzata per determinare e rilevare tracce di sangue anche lavato o rimosso, sono emerse delle macchie di sangue sia sui gradini della palazzina, che in garage e su uno di quei carrelli utilizzati per i traslochi. Prove inconfutabili del fatto che, con grande probabilità, il barman abbia trascinato il corpo della vittima giù per le scale, per poi caricarlo sul carrello e trasportarlo, infine, sino alla macchina.

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E’ questa, fino ad ora, la ricostruzione più attendibile di come siano andate le cose. In tutti questi spostamenti nessun inquilino ha visto nulla, le uniche testimonianze dei residenti riferiscono della presenza di cenere per le scale ed un forte odore di ammoniaca con la quale, verosimilmente, il colpevole intendeva dare fuoco al corpo.

Infine, dopo aver caricato il corpo nella propria automobile, Impagnatiello lo avrebbe abbandonato tra le sterpaglie a poche centinaia di metri da casa. Le forze dell’ordine lo ritroveranno il 1° giugno avvolto in teli e con un sacco in testa.