Giulia e Alessia, travolte e uccise dal treno. L’autopsia (1 di 2)

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Proseguono senza sosta le indagini sulla terribile tragedia avvenuta nella stazione di Riccione, che ha strappato per sempre la vita a 2 sorelle bellissime e giovanissime, Giulia e Alessia, di 17 e 15 anni.

Due sorelle unite, che condividevano tutto e che hanno condiviso assieme la loro ultima serata al Peter Pan, prima di essere tranciate da un Frecciarossa che viaggia sui 200 km orari.

A nulla sono serviti i freni, il fischio del convoglio, le urla dei testimoni che si sono trovati ad assistere alla straziante scena… una scena dell’orrore dato che dei corpi delle ragazze è rimasto poco o nulla, tanto che si è potuti risalire alla loro identità solo attraverso un cellulare rotto, quello di Alessia, intestato alla ditta di traslochi del padre delle vittime, Vittorio Pisanu.

“Stiamo tornando a casa”, questa l’ultima telefonata fatta a papà Vittorio per metterlo al corrente del loro ritorno a casa anche perché, solitamente, era l’uomo che andava a prenderle quando tornavano da ballare ma stavolta, non sentendosi bene, ha lasciato che si recassero a Riccione in treno.

La telefonata è stata effettuata dal cellulare di un ragazzo 24enne, dato che un cellulare, quello di Alessia, era scarico, mentre Giulia aveva subito il furto della sua borsa, quindi le ragazze erano senza contanti e senza possibilità di avvisare i familiari.