Giulia e Alessia, travolte e uccise dal treno: la madre rompe il silenzio. Le sue parole (1 di 2)

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Madonna di Castenaso è un comune del bolognese distrutto, stretto in una sorta di abbraccio collettivo attorno alla famiglia Pisanu, che abita in una villetta a 2 piani a pochi passi dalla chiesetta, dietro cui si ergono i resti della  casa che un tempo è appartenuta a Gioacchino Rossini.

E’ tutto un via vai di gente, di compaesani, amici, parenti,  per far sentire tutta la loro vicinanza ad una famiglia distrutta dalla perdita delle sue due figlie, Giulia e Alessia, tranciate da un Frecciarossa al binario 1 della stazione di Riccione.

Le due giovani, 17 e 15 anni, stavano rientrando a casa dopo una serata trascorsa al ballare al Peter Pan, una delle discoteche più conosciute della Riviera, con la musica a palla, come amano tutti gli adolescenti.

Sono bastati pochi attimi a porre fine alla loro esistenza, senza che potessero rendersi conto delle urla dei testimoni e del fischio del macchinista. Di loro rimangono solo i resti sparsi per 700 metri lungo il binario uno.

Oltre a un paio di stivali e al cellulare rotto di Alessia, quello attraverso il quale si è potuto risalire all’identità delle vittime, comunicando la tragedia al padre Vittorio.