Giulia Cecchettin, poco fa la notizia sui genitori di Filippo Turetta (2 / 2)

Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha sconvolto l’Italia intera ma, come se la sofferenza di due famiglie, quella di Giulia e quella di Filippo, non fosse abbastanza, è accaduto un qualcosa di davvero raggelante. Ricordate la villetta di Cogne, travolta da una marea di paparazzi e divenuta meta del cosiddetto turismo del macabro? Purtroppo, anche per la scomparsa di Giulia sta accadendo un qualcosa di simile, in cui c’è chi proprio non riesce a creare bufere, in questo scenario di per sé tremendo.

E’ accaduto che sulla pagina social del ristorante La Cicogna a Torreglia, un tempo gestito dai genitori di Filippo Turetta,  si sono scatenati una miriade di insulti contro gli attuali titolari, al punto che questi ultimi hanno deciso di scrivere una nota in cui si sono dichiarati estranei alla vicenda.

Questo il contenuto della nota : “Ci teniamo a chiarire che il ristorante è gestito dalla famiglia Fesio dal 2011, e nulla abbiamo a che fare con la famiglia Turetta”. I Fesio  alla luce dei numerosissimi insulti ricevuti,  hanno dovuto specificare che “ogni altro messaggio diffamatorio verrà segnalato alle autorità competenti”.  Dal momento che i commenti hanno invaso la loro pagina, con un contenuto fortissimo, la situazione era diventata  ingestibile, per cui hanno deciso di chiarire la loro posizione in un post.

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I Fesio hanno aggiunto: “Mai avremmo voluto scrivere queste parole ma noi viviamo del nostro lavoro e trovarci in questa situazione, di disdette tavoli e insultati senza alcun motivo è una cosa grave, e ognuno dovrebbe prendersi la responsabilità di ciò che scrive”, precisando di aver ricevuto diverse disdette nell’ultimo weekend (18-19 novembre) , basate su un’errata e infondata teoria sul loro legale con i genitori di Filippo Turetta, arrestato ieri  per aver commesso il femminicidio della sua ex, Giulia Cecchettin.

Gli attuali gestori del ristorante hanno aggiunto: “Rispettare il dolore delle famiglie distrutte dovrebbe essere alla base del vivere civile ma ormai si è perso il senso del rispetto” per poi chiosare: “non siamo noi a doverci vergognare ma chi, in un momento tragico, si permette dietro una tastiera di insultare gratuitamente senza conoscere la reale situazione”.