Attualmente Vincenzo Loffredo, padre di Giulia, è l’unico indagato per delitto colposo. La Procura di Nola ha provveduto al sequestro del suo cellulare, ieri pomeriggio, nelle stesse ore in cui gli agenti della scientifica stavano effettuando il lungo sopralluogo dell’appartamento.
Si cercano indizi utili, proprio tra le mura domestiche in cui Giulia è stata sbranata da Tyson. ma ci sono altre importanti novità.
Il 24enne ha chiesto di essere ascoltato dal pubblico ministero proprio per poter annullare ogni dubbio che lo vedrebbe coinvolto nell’inquinamento della scena, ossia dell’appartamento in cui Giulia è stata sbranata, dal momento che esso risultava essere stato ripulito al momento del sopralluogo, come già noto.
La scientifica nell’abitazione, per quasi nove ore, ha lavorato senza sosta a caccia di tracce ematiche lasciate dal pitbull e dalla piccola. Ricordiamo, per dovere d’informazione, che Vincenzo Loffredo sostiene di essersi svegliato, trovando la figlioletta riversa in una pozza ematica a terra, accanto al letto in cui si era addormentato.
Nel tragitto, sostiene di aver chiamato un pronto soccorso per assicurarsi di raggiungere un ospedale aperto. Tutto è da definire e molta attenzione è posta sul suo cellulare sequestrato che potrebbe rivelare tutti i suoi spostamenti, quindi anche la sua presenza o meno in casa, negli istanti in cui Giulia è stata sbranata. Il caso continua a tenere banco sul fronte della cronaca nazionale. E’ fitto, intricato, molto più complesso di quanto si possa immaginare. Ovviamente seguiranno aggiornamenti che saremo pronti a fornirvi e che potrebbero rappresentare una svolta in questo caso che ha scosso milioni di italiani e che attanaglia gli stessi inquirenti.