Giro d’Italia: identificati i 2 ragazzi che volevano far cadere i ciclisti (2 / 2)


Dopo le verifiche effettuate dalle forze dell’ordine, i due ragazzi sono stati identificati dalla polizia poche ore dopo l’accaduto. Si tratta di due giovani di 19 e 20 anni residenti a San Vitaliano, in provincia di Napoli. Secondo quanto emerso, avrebbero spiegato di aver voluto compiere soltanto una “bravata”, senza rendersi conto dei rischi concreti legati al loro comportamento.

Per entrambi è scattata la denuncia per procurato pericolo durante una manifestazione sportiva. Le autorità hanno inoltre disposto il daspo urbano, misura che impedirà loro di partecipare a eventi pubblici e sportivi per un determinato periodo. Gli investigatori hanno valutato l’episodio come particolarmente grave proprio per la velocità del gruppo e per il rischio di provocare una caduta di massa.

Tra i corridori non sono mancate reazioni molto dure. Alberto Bettiol ha raccontato di aver assistito direttamente alla scena: “Ho visto tutto perché davanti a me c’era Thomas Silva che l’ha mandato a quel paese. Non si rendono conto della velocità a cui andiamo”. Il ciclista italiano ha poi aggiunto che in situazioni simili il pericolo coinvolge tutti gli atleti del gruppo.

Grave sinistro stradale poco fa: tre veicoli e diverse persone coinvolte Grave sinistro stradale poco fa: tre veicoli e diverse persone coinvolte

Anche gli organizzatori del Giro d’Italia sono intervenuti ufficialmente attraverso i canali social della corsa con un messaggio rivolto ai tifosi presenti lungo il percorso. “Vi adoriamo a bordo strada, ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona”, si legge nel post pubblicato dopo la tappa. Un richiamo forte al rispetto delle regole e alla sicurezza degli atleti impegnati nella competizione.

Sull’episodio è intervenuto anche Davide Ballerini, vincitore della tappa di Napoli e protagonista di una giornata speciale dal punto di vista sportivo. Il corridore ha invitato i tifosi a mantenere sempre comportamenti corretti lungo il percorso: “Spero che si capisca che se vengono a vederci e tifare sono i benvenuti, ma ci deve essere rispetto reciproco”. Parole che riassumono il clima di preoccupazione emerso dopo una scena che avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di molto più serio.