
L’occasione di questo insolito fuoriprogramma è stata la trasferta in Belgio, dove Giorgia Meloni ha raggiunto i suoi colleghi europei presso il maestoso castello di Alden-Biesen, nel Limburgo.
Nonostante l’importanza dei temi in agenda, a rubare la scena è stata un’ondata di maltempo che ha investito la delegazione italiana con una pioggia battente e un vento gelido.”Sto congelando”, ha esclamato con spontaneità la Premier, mentre cercava di ripararsi dalle raffiche che sferzavano l’ingresso della fortezza. Con il termometro fermo a soli 3 gradi, la rigidità del clima belga ha rotto per un istante il rigido protocollo diplomatico, mostrando il lato più umano della leader impegnata a fronteggiare una situazione di estremo disagio.
Nonostante il freddo pungente, la Presidente del Consiglio ha proseguito i lavori del vertice informale, dimostrando una resilienza che è andata oltre le avversità meteorologiche. Le immagini della Premier che sfida le intemperie nel Limburgo hanno fatto rapidamente il giro dei media, sottolineando come anche i vertici istituzionali possano essere condizionati da imprevisti logistici di tale portata.

L’episodio, pur nella sua leggerezza, ha evidenziato la tenacia con cui la delegazione italiana sta presidiando i tavoli delle trattative, confermando che la presenza di Roma nelle decisioni che contano resta solida, indipendentemente dalle condizioni ambientali. La giornata si è conclusa con l’avvio dei colloqui, lasciando alle spalle la morsa del gelo per dare spazio al calore del confronto politico.
Il castello fondato dall’Ordine Teutonico nell’XI secolo, ricostruito poi tra il Cinquecento e il Settecento, è stato scelto dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa per favorire la discussione tra i leader in un contesto più informale dell’Europa Building. Informale lo è di sicuro, ma non è certo confortevole come una masseria pugliese o una spiaggia greca.