Gigi Riva si è spento alle 19.10 di ieri,22 gennaio 2024, mentre era ricoverato nel reparto di Cardiologia del Brotzu di Cagliari per un infarto, accusato domenica. I medici hanno fatto di tutto per scongiurare il decesso ma si sono dovuti arrendere perché Rombo di Tuono, così come Gigi era soprannominato, ci ha fatto un grosso scherzo, andandosene di botto.
Riva, che resta il capocannoniere della Nazionale con 35 reti e il numero 11 dello scudetto del Cagliari del 1970, dal 2019 era presidente onorario del Cagliari. Nella mattina di ieri aveva rifiutato di sottoporsi ad un intervento di angioplastica. Il primo bollettino medico non lasciava trasparire nulla di tutto quello che, da lì a poco, si sarebbe materializzato, in quanto in esso, era riportato: “Il paziente è sereno e le sue condizioni generali sono stabili. Attualmente Riva è sotto sorveglianza del personale sanitario e accudito dai familiari. Nei prossimi giorni si proseguirà con gli accertamenti clinici del caso”.
Alle 17:10 il suo quadro clinico è improvvisamente peggiorato, e due ore dopo, alle 19:10, è spirato. La leggenda del calcio aveva chiesto tempo, voleva parlare dell’intervento con la sua famiglia, anche perché per un soggetto fragile come lui, non si sapeva se sarebbe riuscito o meno. Riva ha ringraziato i medici e uno di essi, Marco Corda, gli ha risposto: “No grazie a lei, con lei siamo sempre in debito”. Tutto è accaduto troppo in fretta. Alle 3:00 del mattino aveva già avuto un infarto e soffriva di una patologia coronarica.
Nessuno però, vedendolo scherzare, avrebbe mai potuto immaginare che si sarebbe spento, da lì a poco. Ha scherzato sino all’ultimo, ha ringraziato coloro che lo hanno soccorso ma, in due ore, se n’è andato. Oggi resta un vuoto enorme nel mondo del calcio, tra le lacrime di chi ha avuto la fortuna di incrociarlo sul suo cammino, quelle dei tifosi, dei telespettatori che ricordano, come se fosse ieri, le sue imprese sul campo.
Bruno Loi, primario di Emodinamica, ha parlato di una situazione coronarica molto grave, suggerendo l’intervento tempestivo di angioplastica, se il paziente lo avesse accettato, firmando il consenso. Questo non è accaduto, dal momento che non si possono fare operazioni chirurgiche contro la volontà del paziente. Riva voleva prima parlarne con la sua famiglia ma il tempo gli ha remato contro perché tutto è drasticamente e irreversibilmente precipitato. “L’arresto cardiaco è intervenuto improvvisamente e siamo stati costretti a praticare le manovre rianimatorie e portarlo in sala durante il massaggio cardiaco. In queste situazioni diventa difficile poter riaprire le coronarie e siamo riusciti solo parzialmente a farlo. Ma non è stato sufficiente per poter riprendere un’attività cardiaca adeguata”, ha chiosato Loi.