Si è spento a 79 anni, Gigi Riva, ma è accaduto tutto troppo velocemente, che ci sembra di vivere un incubo. Si lamentava di non poter più fumare le sue sigarette, mostrandosi molto titubante sull’intervento di angioplastica che doveva effettuare. Si è consumato tutto talmente in fretta da non lasciare il tempo di capire.
Tutto quello che sappiamo sulle sue ultime ore, arriva dalla stampa. Aveva parlato con la compagna Gianna, la mamma dei suoi figli Nicola e Mauro, aveva riso con il direttore sanitario, Raimondo Pinna, dopo che gli era stato detto che i giornalisti e l’Italia intera erano in apprensione per le sue condizioni di salute. Dopo 10 minuti, alle 17.50, Riva, leggenda del calcio italiano, è stato colpito da un arresto cardiaco e alle 19.10 è deceduto. Se n’è andato in silenzio, senza far rumore, a 79 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo calcistico e negli cagliaritani, ai quali aveva regolato uno scudetto.
Come riportato dalla stampa, Riva è stato ricoverato alle tre del mattino di avanti ieri all’ospedale San Michele di Cagliari, città divenuta la sua città, ed è stato sottoposto a coronarografia che gli ha evidenziato una gravissima patologia, la quale necessitava di un’angioplastica, ma è stato titubante.
Aveva bisogno di parlarne con la sua famiglia perché non si sarebbe potuto sapere, con certezza, quale sarebbe stata la riuscita, dal momento che Riva era fragile, sebbene vigile e cosciente. Appariva sereno e le sue condizioni generali stabili nel momento dell’arresto cardiaco.
Tutto è degenerato troppo in fretta, sino al trapasso. Dall’ospedale fanno sapere “Lui ha ascoltato tutto. “Grazie tante, dottore”. E io ho risposto: “Non si preoccupi, saremo sempre noi in debito con lei”. Era quello che sentivo davvero”. Lo stesso Raimondo Pinna ha dichiarato: “Gli avevo chiesto se aveva bisogno di qualcosa, se c’era tutto quello che gli serviva. Mi è sembrato sereno, cordiale, aveva scherzato”. I figli erano convinti che l’operazione gli avrebbe tolto il pensiero, che tutto si sarebbe risolto. Eppure nessuno è riuscito a fermare il destino. Le nostre più sentite condoglianze.