
A rendere il quadro ancora più surreale, è giunta la testimonianza di Claudio Lippi che, sebbene ricoverato in terapia intensiva, ha rilasciato dichiarazioni che sembrerebbero avallare parte della narrativa di Corona, aggiungendo ulteriore confusione a un clima già saturo di tensioni
.La reazione di Mediaset non si è fatta attendere ed è stata di una durezza adamantina.
I vertici di Cologno Monzese hanno alzato uno scudo legale e comunicativo senza precedenti. In un comunicato ufficiale, l’azienda ha ribadito un concetto fondamentale per la sopravvivenza del sistema informativo: la libertà di parola non può e non deve mai trasformarsi in licenza di diffamazione. Etichettando le affermazioni di Falsissimo come “menzogne e falsità prive di ogni fondamento”, il network ha annunciato battagl*a legale in ogni sede competente, denunciando l’uso distorto dei nuovi media come strumenti di campagne d’od*o orchestrate.

Il segnale più forte di quanto la situazione sia degenerata, però, è arrivato direttamente dal profilo Instagram di Gerry Scotti. Per la prima volta nella sua lunga storia pubblica, il conduttore — forte di oltre 1,2 milioni di follower — ha deciso di disattivare i commenti. Un gesto estremo, quasi una resa al rumore bianco degli insulti e delle insinuazioni.
Chiudere la porta del proprio spazio digitale è l’atto finale di chi sceglie il silenzio per proteggere la propria integrità dal “clickbaiting” aggress*vo.
Questa chiusura racconta una verità amara: nell’era della viralità, nemmeno decenni di onorata carriera possono fungere da giubbotto antiproiettile.
Se il piccolo schermo continua a regalare a Scotti successi straordinari, la rete gli presenta un conto salatissimo fatto di sospetti e processi sommari.
Resta da capire se questo “scossone” rimarrà un rumore di fondo o se segnerà l’inizio di una nuova, inquieta stagione per i giganti della TV italiana, costretti a difendere il proprio passato da un presente che non fa sconti a nessuno.