Secondo quanto riferisce la stampa nazionale adesso l’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando sulle due cugine di Chiara, ovvero Paola e Stefania Cappa. al vaglio ci sarebbe un SMS molto particolare.
Infatti una delle due scriveva nei momenti successi al delitto della Poggi che “forse abbiamo incastrato Stasi”- dice una delle due. Tra l’altro pare che i rapporti della famiglia Poggi con quelli della K non fossero buoni, anche se Stefania aveva cominciato a vedere di nuovo regolarmente Chiara.
Dopo un periodo di incomprensioni le due erano tornate a parlarsi e le cose tra di loro andavano bene. C’è anche la testimonianza di una persona che avrebbe visto una ragazza allontanarsi nei pressi di casa di Chiara in bici proprio la mattina del delitto.
Trenta ore dopo il delitto della cugina Chiara Poggi, le sorelle gemelle Paola e Stefania Cappa si fecero immortalare dalle telecamere a Garlasco mentre portavano davanti alla casa di Chiara un mazzo di fiori e una loro fotografia che le ritraeva con la cugina. E proprio queste foto sono al vaglio degli investigatori.
Immediatamente la foto in questione fece il giro di tutta Italia ma come si evinse immediatamente si trattava di un clamoroso fake tanto che le sorelle K furono accusate di voler sfruttare l’immagine di Chiara per potersi fare pubblicità.
“Penso a quella fotografia dove siamo vestite di rosso. È un’immagine che risale a cinque anni fa, all’unica vacanza fatta insieme a Loano ospiti di una zia. Una delle cose più divertenti era la sera prima di uscire, quando dovevamo decidere come vestirci, come truccarci e farci belle. Chiara stava al gioco. Una sera – prosegue la ragazza – l’abbiamo sfidata. «Dai», le abbiamo detto, «mettiti un bel top colorato che ci facciamo fare qualche bella foto” – così aveva detto all’epoca Paola nei giorni successi al delitto una posizione che aggrava ancora di più il fatto di aver falsificato la foto. “Fotomontaggio è una parola brutta; semplicemente le mie figlie volevano avere un ricordo insieme a Chiara. Sono andate da un fotografo di Garlasco e gli hanno chiesto se fosse possibile: a questo punto vorrei venire dalla vostra parte con un microfono in mano a chiedere cosa c’è che non va” – aveva detto all’epoca dei fatti il padre delle ragazze Ermanno Cappa.