
Le indagini della Procura di Pavia hanno subito un’accelerazione decisiva dopo l’analisi del traffico telefonico di Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio. I magistrati hanno messo sotto la lente un fitto scambio di messaggi avvenuto proprio nelle ore cruciali del delitto con un vigile del fuoco di Vigevano, un dettaglio che getta nuove ombre sulla genesi del famoso scontrino-alibi.
Secondo le ultime ricostruzioni, quel tagliando del parcheggio datato 13 agosto 2007 alle ore 10:18, non sarebbe stato prelevato dal giovane indagato, ma potrebbe essere giunto nelle mani della famiglia attraverso canali diversi. Un supertestimone avrebbe infatti riferito ai Carabinieri che lo scontrino fu consegnato alla donna da un conoscente, smontando la tesi secondo cui il figlio si trovasse a Vigevano per cercare un libro mentre a Garlasco si consumava l’evento f*tale.
La posizione di Andrea Sempio, oggi 37enne, si complica ulteriormente a causa delle celle telefoniche: il suo apparecchio, in quell’intervallo orario, avrebbe agganciato un segnale compatibile con la zona di via Pascoli e non con la piazza ducale di Vigevano. Durante un recente interrogatorio, la madre del giovane avrebbe accusato un malore improvviso proprio nel momento in cui i militari hanno pronunciato il nome del vigile del fuoco, interrompendo momentaneamente l’audizione.

Nonostante la difesa continui a ribadire l’innocenza del ragazzo, definendo lo scontrino un dettaglio marginale e non una prova manipolata, gli inquirenti sospettano che l’intero alibi sia stato costruito a tavolino per proteggere il giovane dal coinvolgimento nell’inchiesta.
Il confronto tra le testimonianze e i dati tecnici dei messaggi resta ora il punto focale per stabilire se, dopo quasi due decenni, la verità su quanto accaduto a Chiara Poggi possa finalmente emergere in modo definitivo.