
Il terremoto giudiziario parte dalle parole dell’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Massimo Lovati, che ha rivelato come entro la prossima settimana potrebbero esserci due nuovi indagati per il delitto di Garlasco. La notizia, emersa durante la trasmissione Zona Bianca, si basa su testimonianze inedite raccolte dalla Procura di Pavia.
Sotto i riflettori finiscono nuovi testimoni oculari che avrebbero visto “persone fuori posto” proprio in via Pascoli, in un orario compreso tra le 9:30 e le 10:00 del 13 agosto 2007. Queste dichiarazioni confermerebbero quanto sostenuto inizialmente da un operaio, Marco Muschitta, che all’epoca parlò di una ragazza bionda in bicicletta prima di ritrattare.
Parallelamente, la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni, viene messa in discussione da pesanti accuse di pressioni iniziali per “incastrare” il giovane. Secondo l’inviato Alessandro De Giuseppe, esisterebbero dubbi sulla natura del DNA ritrovato sui pedali della bicicletta, apparso in modo sospetto poco dopo una presunta richiesta degli inquirenti.

Nel frattempo, l’attenzione resta alta anche su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, già indagato in passato e recentemente tornato al centro degli accertamenti giudiziari. La magistratura si trova ora di fronte a una decisione cruciale: procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o scegliere la strada dell’archiviazione, mentre nuovi reperti, come un orecchino, sono ancora al vaglio degli esperti.
“Muschitta non è l’unico che ha visto quello che ha visto. Ho trovato un altro testimone che ha visto la stessa cosa. Ricordiamo che non sono indagate” ha affermato De Giuseppe, affermando anche come Alberto Stasi, a suo parere, venne incastrato dalle prove nel 2007: “È arrivata una telefonata, da parte di qualcuno che stava indagando, in cui veniva detto: ‘datemi qualcosa per incastrare Stasi’. 15 minuti dopo appaiono 2,5 g di DNA puro e pulito sui pedali della bicicletta”.