Garlasco, il testimone confessa: "Ecco chi ha lanciato il martello nel canale…" (2 / 2)

Gli inquirenti hanno un obiettivo: quello di trovare lo strumento con cui a Chiara Poggi è stata tolta la vita,  il 13 agosto di diciotto anni fa, mentre la 26enne era da sola, nella villetta familiare in cui viveva con i genitori e col fratello Marco, tutti in vacanza in Trentino. Proprio per questo motivo, proseguono le  operazioni di dragaggio del canale che scorre tra le abitazioni di Tromello, nel Pavese.  A lavorarci sono tanti uomini della protezione civile e i vigili del fuoco che hanno chiuso il flusso con delle paratie.

Poi hanno attivato le idrovore, che prosciugheranno l’acqua del canale , per un tratto lungo 1,2 chilometri, attenzionando, con le ricerche, i trecento metri che scorrono lungo Garlasco.

In tutto questo stato di cose, importantissima è l’intervista alle ‘Iene’,  programma di punta di Italia 1,  ad un supertestimone. Il video della testimonianza, sequestrato dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano, contiene il racconto che questo testimone ha fornito sullo strumento del delitto.

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Lo ha descritto come un lungo oggetto metallico, compatibile con un attizzatoio da camino, che, secondo le sue dichiarazioni, sarebbe stato gettato,  dalla cugina di Chiara, Stefania Cappa, nella roggia che scorre tra le case di cui una, disabitata,   era della nonna delle gemelle Cappa.

In passato ci avrebbe abitato il fratello maggiore delle gemelle, ma la casa era vuota il 13 agosto 2007,  giorno del delitto di Chiara, avvenuto a pochi chilometri di distanza. Ma come ha reagito la famiglia di Chiara a questa testimonianza? Ritengono che siano ipotesi stravaganti che finiscono con l’essere riprese dalla stampa.  Questo ciò che hanno fatto sapere tramite la voce del loro legale,   Francesco Compagna.