
Il caso riguarda ancora una volta il delitto di Chiara Poggi, la giovane uccisa nella villetta di Garlasco il 13 agosto 2007. Al centro della nuova inchiesta aperta dalla Procura di Brescia c’è nuovamente Andrea Sempio, il cui nome è tornato sotto la lente degli investigatori dopo la riapertura di una serie di approfondimenti investigativi collegati alla precedente archiviazione. Secondo quanto emerso, i magistrati della Procura di Brescia, Donato Greco e Alessio Bernardi, starebbero attendendo l’informativa finale della Polizia giudiziaria. Dopo aver ricevuto tutti gli atti raccolti negli ultimi mesi, dovranno decidere se archiviare definitivamente il fascicolo oppure procedere con una richiesta di rinvio a giudizio. E, secondo indiscrezioni filtrate dagli ambienti giudiziari, la seconda ipotesi starebbe diventando sempre più concreta.
L’elemento centrale dell’inchiesta sarebbe un foglio ritrovato all’interno di un quaderno-rubrica sequestrato nella casa della famiglia Sempio. Su quel biglietto comparirebbe una frase ritenuta estremamente delicata dagli investigatori: “Venditti gip archivia per 20-30 euro”. Sul retro del foglio sarebbe stata annotata anche un’altra frase: “Se archivia indaggine, non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna”. Proprio queste scritte avrebbero spinto la Procura ad approfondire l’ipotesi di una presunta corruzione legata alla precedente archiviazione dell’indagine.
Nel fascicolo compare così anche il nome di Mario Venditti. Secondo l’ipotesi investigativa della Procura di Brescia, Giuseppe Sempio avrebbe versato una somma considerata indebita, compresa tra i 20 e i 30 mila euro, per favorire l’archiviazione della prima indagine su Andrea Sempio relativa al delitto di Garlasco. Una contestazione estremamente pesante che, se confermata, potrebbe aprire scenari delicatissimi anche sul piano istituzionale e giudiziario.

Nel frattempo continuano le reazioni da parte dei legali coinvolti nella vicenda. L’avvocato Francesco Compagna, che assiste Marco Poggi, è intervenuto pubblicamente criticando il clima mediatico attorno al caso. Il legale ha dichiarato che “non è certo con suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti”, facendo riferimento anche alle registrazioni diffuse recentemente riguardanti presunti soliloqui dell’indagato ascoltati mentre seguiva podcast e trasmissioni televisive.
Compagna ha inoltre ribadito la propria posizione sul processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, sostenendo che la sentenza abbia già chiarito gli elementi di responsabilità. Allo stesso tempo, ha evidenziato come Andrea Sempio venga ormai “braccato e intercettato”, aggiungendo però che, a suo giudizio, il giovane “sembra non avere alcuna attinenza con il delitto”. Intanto la settimana decisiva per la Procura di Brescia si avvicina e il caso di Garlasco continua a restare al centro dell’attenzione nazionale.