Funerali Riccardo Minghetti, è successo durante la cerimonia: la mamma non ha retto (2 / 2)

Nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, la comunità  è riunita per l’estremo addio a Riccardo Minghetti, il sedicenne romano rimasto coinvolto nel tremendo incendio della discoteca Le Constellation, avvenuto a Crans-Montana la notte di Capodanno. Insieme a lui, altre 39 persone sono state colpite dal rogo, in una mattanza che ha visto la partecipazione al lutto anche della premier Giorgia Meloni e del ministro Antonio Tajani, vicini alle famiglie fin dai primi istanti dell’emergenza.

Al liceo scientifico Stanislao Cannizzaro, frequentato dal giovane, la preside Giuseppa Tomao ha disposto la sospensione delle lezioni e un minuto di silenzio per onorare la memoria dello studente. Tra i presenti alla cerimonia funebre, oltre al sindaco Roberto Gualtieri, spiccano i volti degli amici di sempre, come Alessandro, che ricorda con la voce rotta la simpatia contagiosa di Riccardo, e il maestro di nuoto Ruggero, che lo seguiva fin da quando aveva sette anni presso la Ferratella.

Mentre la famiglia, composta dai genitori Carla e Massimo e dalla sorella Matilde, chiede che sia fatta giustizia, il pensiero corre anche a chi sta ancora fronteggiando la sua battaglia. Tra i quattordici coinvolti italiani, infatti, si trova Manfredi Marcucci, caro amico di Riccardo, attualmente ricoverato in prognosi riservata presso il Centro grandi ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano.

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I genitori di Riccardo, alle prese con un lutto contronatura,  hanno trovato la forza di raccontare cosa è accaduto.  La mamma Carla, assieme al padre Massimo, ai microfoni de La vita in diretta su Rai 1, hanno dichiarato: «Vogliamo sia fatta giustizia»,  «Riccardo era contento. Mi aveva telefonato all’una della notte di Capodanno: “Mamma, mamma: ci stiamo divertendo al Constellation!”  perché per la prima volta nella sua vita aveva questa comitiva: poteva uscire, andare a sciare con gli amici, invece di stare sempre con la madre, con i genitori».

I genitori hanno aggiunto: «Non proviamo rabbia, solo strazio, ma vogliamo che sia fatta giustizia»,  chiosando: «Condividere questo  con altre persone ti dà la forza»,  e terminando la loro intervista con i ringraziamenti alla Meloni che è stata vicina anche a livello personale a tutti i genitori, al ministro Tajani e a tutte le autorità.