Funerali dei carabinieri di Salerno: "Non ha retto.." (2 / 2)

I funerali dei due militari, Francesco Pastore e Francesco Ferraro, si sono tenuti contemporaneamente a Manfredonia e Montesano Silentino, con partecipazione di amici, parenti e cittadini. La nonna del giovane appuntato Ferraro ha salutato il nipote sulla porta di casa durante il passaggio del corteo funebre.

La fidanzata di Ferraro ha espresso la sua commozione e il loro amore immenso, sottolineando che la sua anima sarà sempre accanto a loro. Durante le cerimonie, il presidente Sergio Mattarella ha espresso la sua vicinanza ai carabinieri e ai familiari dei due ragazzi, mentre il premier Giorgia Meloni ha chiesto chiarezza e ha ringraziato i due militari per il loro servizio all’Italia.

L’ordinario militare per l’Italia, arcivescovo Santo Marcianò, ha descritto i due carabinieri come figli del Paese e della Chiesa, elogiandone la dedizione e il sacrificio nel servire la nazione.

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Di grande impatto le parole del vescovo di Manfredonia, Franco Moscone, pronunciate durante l’omelia. Il prelato non è riuscito a trattenersi, lasciandosi andare a toni molto duri: “La loro scomparsa è un assassinio, non un sinistro stradale….Perché fare uso di sostanze stupefacenti significa armarsi”.

E ha poi concluso: “Cristo si è fermato ad Eboli. Questo non è solo il titolo di un libro o di un film. È vero, Cristo si è fermato ad Eboli, sulla statale dove è avvenuto il sinistro stradale, e si è fermato nei corpi dei due Francesco. E si è fermato a Manfredonia, nelle nostre città rimaste attonite, ammutolite per quanto accaduto. Cristo si è fermato nell’arma dei carabinieri e nell’animo di tutti loro per l’ennesima perdita di loro uomini al servizio della collettività e dello Stato”.