“Fucili, calci e pugni”. Violenta rapina in una tabaccheria: lui si fa giustizia (1 di 2)

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Non c’è da stupirsi che nel mirino dei rapinatori finiscano, spesso e volentieri, le tabaccherie, oltre alle farmacie, più delle banche e dei negozi. Perché la tabaccherie?

Perché c’è maggiore possibilità di mettere a segno il colpo, trattandosi di luoghi caratterizzati da un via vai di gente che entra ed esce solo per acquisti di pochi istanti.

Purtroppo le rapine nelle ricevitorie stanno diventano un fenomeno sempre più diffuso, che necessita di un intervento severo da parte del legislatore. Vi avevo già parlato del clamoroso caso di una tabaccheria di San Severo, nel Foggiano.

Qui il titolare ha dovuto fare i conti con 7 rapine in 4 anni e, in uno sfogo alle agenzie stampa, nel rivivere quanto gli è accaduto, dichiarò: “Minuti di terrore. Continueremo a lavorare, ma con la famiglia abbiamo deciso di blindarci. Come se fossimo a

Si lavora duro e si vive con la paura costante che possa accadere qualcosa di grave a sé e ai propri familiari. Questo non è l’unico caso, dato che, proprio nella mattina del 28 settembre, in via Giovanni Amendola, nel cuore di Afragola, i rapinatori hanno messo a segno una violenta tapina contro un tabaccaio.