
Un racconto costruito pezzo dopo pezzo e poi smontato dalle indagini. È questo, secondo gli inquirenti, il quadro che emerge attorno alla triste fine di Federica Torzullo, la donna di Anguillara Romana ritrovata senza vita domenica scorsa in un terreno vicino all’azienda del marito, Claudio Carlomagno.
Per la Procura di Civitavecchia non ci sono ormai dubbi: sarebbe stato proprio il marito a toglierle la vita, tentando poi di far sparire ogni traccia e simulare un allontanamento volontario. Carlomagno si trova attualmente dietro le sbarre. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’aggressione sarebbe avvenuta all’interno dell’abitazione, in prossimità della cabina armadio della camera da letto.
Dopo il delitto, il corpo sarebbe stato caricato sull’auto e nascosto sotto circa due metri di terra in un’area adiacente alla ditta di famiglia. L’arma utilizzata non è stata ancora recuperata e resta aperta anche l’ipotesi di eventuali complicità. Le indagini si sviluppano lungo una linea temporale ben definita. Il 9 gennaio Carlomagno denuncia la scomparsa della moglie; il 18 gennaio il corpo viene rinvenuto.

In mezzo, giorni di ricerche, appelli dei familiari e una serie di dichiarazioni del marito che, secondo la Procura, si sarebbero rivelate contraddittorie. I sospetti si sono concentrati fin dall’inizio su di lui, prima iscritto nel registro degli indagati e poi arrestato. Gli accertamenti tecnici hanno avuto un peso decisivo. I carabinieri, anche con l’uso del luminol, hanno individuato tracce ematiche e materiale biologico in numerosi luoghi.
Determinanti anche le analisi sui telefoni e sulla geolocalizzazione dei veicoli, che avrebbero smentito la versione fornita dall’uomo sugli spostamenti di quei giorni. Per gli inquirenti, Federica non avrebbe mai lasciato casa la sera dell’8 gennaio. Restano ora da chiarire gli ultimi punti oscuri: il movente preciso e il ruolo di eventuali terzi.