Secondo i dati diffusi dall’Ingv, una scossa di terremoto di magnitudo 5.6 ha colpito la Cina alle 10.15 ora locale (le 5.15 ora italiana). Più precisamente, la scossa ha interessato la regione dello Xin Jiang, e il confinante Kirghizistan, nella prefettura autonoma di Kizilsu. L’area colpita dal sisma non è nuova a fenomeni di questo tipo, tanto che proprio qualche giorno fa si era verificato un altro terremoto di magnitudo 5.
I Paesi interessati al sisma sono due, la Cina, appunto nella regione dello Xinjiang a 26 chilometri dall’epicentro, e il Kirghizistan, nella prefettura autonoma di Kizilsu. Nella stessa area il 23 febbraio scorso si era registrato un altro terremoto di magnitudo 5. Secondo il rapporto del Centro cinese delle reti antisismiche (Cenc), il terremoto è avvenuto ad una profondità di 11 chilometri.
L’agenzia di stampa “Xinhua” ha riferito che fino ad ora non sono state segnalate vittime o danni, poiché le zone intorno all’epicentro hanno una bassa densità di popolazione, e le reti principali locali insieme alle reti di distribuzione elettrica funzionano regolarmente, mentre i servizi ferroviari locali non sono stati influenzati.
Lo scorso 23 gennaio, una scossa sismica di magnitudo 7.1 ha colpito la regione al confine tra Kirghizistan e Xinjiang, causando il decesso di almeno tre persone. In tale occasione sono state sfollate oltre 12mila persone nell’area colpita dal terremoto.
Nei mesi scorsi la Cina aveva annunciato di stare costruendo il più grande Sistema di Allerta Precoce dei Terremoti (EEWS) del mondo, che comprende oltre 15.000 stazioni di monitoraggio, tre centri nazionali, 31 centri provinciali e 173 centri di rilascio delle informazioni prefettizie e municipali, ha riferito la CGTN. Sicuramente sarà uno strumento molto utile per tentare di prevenire simili tragedie.