Forte scossa di terremoto in Italia, poi subito dopo… (2 / 2)

Stamattina, mercoledì 5 luglio,  si sono verificate, in Sicilia, una serie di scosse di terremoto e la notizia è stata ripresa, come solitamente avviene in questi casi, dai principali siti d’informazione. In tanti gli utenti che cercano di reperire notizie riguardanti la gravità dell’accaduto. Vediamo dunque di ricostruire insieme cosa è successo con gli ultimi aggiornamenti diramati a mezzo stampa.

Dai siti d’informazione, apprendiamo che la prima forte scossa di terremoto (magnitudo 4, a una profondità di 19 chilometri) si è registrata alle ore 6,07 del mattino nella zona di Cesarò, in provincia di Messina. Dopo un minuto, è seguita un’altra scossa, nella stessa area,  di magnitudo 3.4, a una profondità di 22 chilometri. Se il detto non c’è due senza tre è sempre valido, vi è stata una terza scossa, registrata poi a Cesarò alle 6,11, di magnitudo più bassa.

Le scosse di terremoto, però, sono proseguite nei minuti successivi: alle 6,28 si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 nella zona di San Teodoro (sempre in provincia di Messina), alle 6,48 una scossa di magnitudo 2.3 a Troina (provincia di Enna), alle 7,06 una scossa di magnitudo 2.1 ancora a San Teodoro, alle 7,15 e alle 8 altre due scosse (di magnitudo, rispettivamente, 2.2 e 2.1) a Troina.

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Il Dipartimento Protezione Civile ha comunicato la notizia che tutti volevamo sentire: al momento non sono stati segnalati danni. Ma la cosa che fa davvero accapponare la pelle è la fatalità del destino. Le scosse sono avvenute proprio oggi, nel giorno in cui in Sicilia è in programma, dalle 12:00, il test di IT-Alert, il nuovo sistema di allarme pubblico per l’informazione diretta alla popolazione gestito dalla Protezione Civile.

Si tratta di un test in fase di sperimentazione, dirama ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica messaggi utili in caso di gravi emergenze oppure catastrofi imminenti o in corso. Nei giorni scorsi la sperimentazione è stata avviata in Toscana e in Sardegna. Oggi tocca alla Sicilia, poi alla Calabria e all’ Emilia-Romagna. Si procederà nelle altre Regioni d’Italia, oltre che nelle Province Autonome di Bolzano e Trento.