Un sabato da dimenticare, questo, sul fronte sismologico, in quanto un terremoto di magnitudo 6.2 ha scosso la regione della Papua Nuova Guinea, alle prime luci dell’alba e le autorità locali stanno monitorando le sue conseguenze. Per fortuna, non sembrerebbero esserci danni significativi ma la paura che possano ripetersi scosse, nel corso della giornata, resta altissima.
Il sisma è stato rilevato dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), alle 05:47 ora locale, con un ipocentro situato a circa 15 chilometri di profondità. Il rischio di danni è amplificato dalla natura superficiale del sisma, con epicentro al largo delle coste della Papua Nuova Guinea..
Si tratta di una zona che fa parte della Cintura di Fuoco, dunque di un’area, nota in tutto il mondo, per la sua fortissima attività sismica e vulcanica. Il fatto che questa zona, in particolare, sia così soggetta al rischio di terremoti , è legato alla convergenza di diverse placche tettoniche, in particolare la placca australiana e quella pacifica che, interagendo tra loro, comportano intensi fenomeni sismici.
I residenti in Papua Nuova Guinea sanno perfettamente quanto la loro area sia esposta al rischio di terremoti mentre gli studiosi invitano a risolvere, quanto prima, un argomento da cui dipende la loro vita: la sicurezza delle loro abitazioni, che devono essere antisismiche, proprio per evitare crolli che porterebbero una vera e propria mattanza.
Parliamo di un territorio stupendo, sul fronte naturale, caratterizzato dalla biodiversità della flora e della fauna, oltre che molto interessante, sotto l’aspetto culturale e etnico, essendo molto variegato. La gestione delle emergenze naturali come i terremoti è una prerogativa delle autorità che chiedono, a gran voce, una collaborazione internazionale e la creazione di piani di emergenza efficaci per proteggere le comunità locali.