Proprio sulla Punto Nera la sera dell’11 novembre Filippo aveva caricato Giulia. Proprio all’interno della vettura egli l’avrebbe colpita una prima volta vicino casa, a 150 metri dall’abitazione di Giulia quindi.
Poi avrebbe finito la ragazza nella zona industriale di Fosso, dove l’ha caricato sull’auto per poi scaricare il suo corpo ormai esanime presso il lago di Barcis, in un canale. Il corpo giaceva occultato in alcuni sacchi neri.
Negli scorsi giorni i carabinieri sono andati in Germania a prendere l’auto di Turetta e nella serata del 15 novembre la macchina è arrivata a Padova, dove sarà sottoposta ad alcuni esami al termine dei quali non è detto che la posizione di Turetta non possa aggravarsi ulteriormente.
L’auto di Turetta è giunta su una bisarca coperte per bene in modo da evitare contaminazioni ambientali. Un’operazione molto delicata quella del carico della vettura sulla bisarca che è stata concordata anche con le autorità tedesche, che hanno custodito la vettura per tutto questo tempo ad Halle.
Saranno importanti in particolare le analisi sulle tracce organiche di Giulia Cecchettin che proprio con quell’auto era stata sequestrata dall’ex fidanzato la sera dell’11 novembre.
La scientifica della polizia tedesca pare abbia già trovato all’interno della vettura numerose tracce di liquidi organici compatibili proprio con quelle di Giulia Cecchettin. Le indagini su queste tracce verranno eseguite con la “bloodstain pattern analysis“. Si tratta della stessa tecnica che fu “utilizzata nella villetta di Cogne per le indagini sul delitto del piccolo Samuele. Lo ha confermato a La Presse Luciano Garofalo generale dei Carabinieri in congedo ed ex comandante dei Ris.