Filippo Turetta, la richiesta durante la prima notte nella casa circondariale (2 / 2)

Filippo Turetta, da ieri, sabato 25 novembre, è recluso nel penitenziario di Montorio, una frazione a nord di Verona, dopo essere atterrato al Marco Polo con un’ora di anticipo rispetto al previsto. Logico che, essendo il colpevole del femminicidio più clamoroso degli ultimi giorni, l’attenzione della stampa si concentri su di lui.

E stato per giorni il ragazzo più ricercato d’Italia, sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale. Logico che prima la notizia del suo arresto, che ha posto fine alla fuga; poi quella della sua estradizione, continuano a catalizzare l’attenzione della stampa.

Sono in tante le testate che stanno seguendo da vicino, di ora in ora, questa vicenda. Secondo quanto riportato da “Repubblica.it”, chi ha avuto modo di vedere Turetta, lo descrive come “silenzioso, rassegnato, dimesso”  sebbene nessuno lo abbia visto in lacrime. Un agente ha notato solo il cambio dello sguardo del Turetta quando le sbarre si sono chiuse e ha realizzato, forse, cosa gli stava accadendo.

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Filippo Turetta, secondo la stampa, è un ragazzo che ascolta molto, pur ponendo, di converso, poche domande. In particolare, ce ne sarebbe una che chiede con frequenza, insistentemente: “Quando posso vedere i miei genitori?”. Una sola richiesta, sempre la stessa, quella di poter vedere suo padre e sua madre, dunque. Sempre stando a quanto diramato a mezzo stampa, Turetta ha portato in cella un cestino contenente cracker, crostata, succo, con la consegna della biancheria, di vestiti, ciabatte, shampoo, bagnoschiuma, spazzolino.

Gli viene dato tutto quello che gli occorre per poter vivere in cella. Al momento i genitori Nicola ed Elisabetta non possono vederlo, forse lo potranno fare dopo l’interrogatorio di garanzia previsto per martedì. Viene informato dagli operatori delle ferree regole del penitenziario, essendo un detenuto classificato “a grande sorveglianza”.