Filippo Turetta, vergogna senza fine: la grave accusa nella casa circondariale (2 / 2)

Secondo quanto si è appreso in queste ore dalla stampa nazionale, i genitori di Filippo erano stati autorizzati dai magistrati a recarsi presso la casa circondariale di Verona per avere un colloqui con il loro figlio.

Ma i due hanno rinunciato alla visita e al colloquio in quanto ritengono che sia ancora troppo presto per poter incontrare quel “bravo ragazzo” che hanno cresciuto in casa loro e che si è reso protagonista di un atto così feroce nei confronti della ex fidanzata.

I genitori credono che Filippo debba ancora riflettere su quanto ha commesso. Nel frattempo egli ha fatto già le sue prime richieste dalla casa circondariale. La prima richiesta di Filippo sono stati libri: libri per poter continuare a studiare. Si ricorda che lui come Giulia era studente presso l’Università di Padova.

Da quanto riportato dalla stampa pare che gli avvocati degli altri detenuti in questi giorni abbiano fatto fatica ad incontrare i loro assistiti, questo in quanto all’esterno c’erano tantissimi giornalisti che ovviamente sono concentrati sul caso Giulia Cecchettin.

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Più volte per riportare l’ordine sarebbe intervenuta la polizia penitenziaria. “I ragazzi dentro sono seguiti meno del solito perché, come ha detto un brigadiere al mio compagno, adesso bisogna pensare al nuovo arrivato vip. Che schifo, sono sempre più schifata. E stamattina l’assassino ha il permesso di incontrare i genitori, nonostante non sia giorno di colloqui per la sua sezione” – così ha detto Michela Tosato, Garante regionale per i diritti della persona.

Ma ad indispettire è stata anche la notizia dei due volumi, cioè il giallo di Agatha Christie e il romanzo di Aleksandr Puškin, prestati dalla biblioteca interna a Turetta: “Dopo solo due giorni ha già libri da leggere e colloquio con i genitori?” – questa la ferma risposta della Garante.