Filippo Turetta, dopo l’estradizione dalla Germania all’Italia, è recluso nel penitenziario Montorio di Verona, in attesa che i giudici stabiliscano la pena idonea all’entità del reato da lui commesso. Ci sembra ieri, eppure di tempo ne è passato già tanto, quasi due mesi da quel maledetto 11 novembre, giorno in cui Giulia Cecchettin è stata raggiunta da molti fendenti e buttata in un canalone.
Nessuno di noi può dimenticare il suo femminicidio, per il quale è finito in cella l’ex fidanzato della giovane studentessa, Filippi Turetta. Proprio dalla casa circondariale è arrivata una notizia: Turetta starebbe per cambiare sezione nel penitenziario, passando dalla sesta (l’infermeria), alla terza, sovraffollata. A fornirci preziose informazioni sul trasferimento del giovane, ci ha pensato il Gazzettino. Proprio da esso apprendiamo che non è facile trovare un nuovo compagno di cella per Filippo, in quanto tutti conoscono cosa ha commesso e, ricordiamolo sempre, anche tra le mura di un penitenziario, vigono regole tassative: donne e bimbi non si sfiorano, ragion per cui il ragazzo non ha vita facile, col timore di ripercussioni da parte di altri detenuti.
Proprio questa difficoltà nel reperire un compagno di cella per Turetta, porterà il sottosegretario Andrea Ostellari (Lega) e il deputato Ciro Maschio (Fratelli d’Italia) a fare una visita nella casa circondariale dopo l’Epifania. L’associazione Sbarre di Zucchero ha recentemente denunciato i problemi esistenti, mettendo in luce le difficoltà e le disuguaglianze tra i detenuti.
L’associazione Sbarre di Zucchero, rappresentata da Monica Bizaj, Micaela Tosato e Marco Costantini, ha sottolineato le disparità di trattamento all’interno del penitenziario, mettendo in luce tutti i problemi che ci sono nelle strutture carcerarie, mettendo in luce le difficoltà e le disuguaglianze tra i detenuti.
Il caso di Filippo Turetta continua a innescare un fortissimo clamore mediatico in quanto se n’è parlato tantissimo per settimane e settimane, poi sempre meno ma non si è mai sedato il malumore tra detenuti, familiari e legali. Monica Bizaj ha dichiarato: “C’è chi può trascorrere il tempo giocando con la PlayStation e c’è chi viene abbandonato in una cella di isolamento, con le mure imbrattate di escrementi ed allora vogliamo capire perché esistano dei privilegi, perché un diritto se non è per tutti diventa un privilegio a tutti gli effetti e noi non possiamo e non vogliamo far finta di nulla”. E voi, cosa ne pensate? Diteci la vostra se vi va, nei commenti!