A distanza di quasi due mesi dal suo arresto, Filippo Turetta si trova ancora in una fase di ambientamento nel penitenziario veronese. Il 22enne vivrebbe una fase psicologica decisamente complicata, per la quale si sta rendendo necessaria una permanenza più prolungata del previsto in infermeria.
Intervenuta ai microfoni del ‘Gazzettino’, la direttrice del penitenziario Francesca Gioeni si è espressa così sullo stato psicofisico del detenuto: “È assente e disorientato. Come tutti gli altri anche questo detenuto resterà in infermeria finché ciò sarà ritenuto necessario dall’équipe multidisciplinare a cui compete la valutazione“.
Il 22enne di Torreglia convive in cella con un detenuto 60enne al quale è stato assegnato il compito di tenerlo d’occhio e di aiutarlo a gestire questa complicatissima fase di elaborazione, che evidentemente si sta dimostrando più difficoltosa del previsto.
Il giovane ha incontrato i suo genitori solo una volta lo scorso 3 dicembre, da allora i due hanno preferito chiudersi nella più assoluta riservatezza presso la propria abitazione di famiglia a Torreglia. Con chi cerca di interagire con lui, ponendogli per esempio delle domande, il 22enne si mostra molto restio, non rispondendo e continuando a fissare il vuoto.
Intanto nei prossimi giorni potrebbe esserci la svolta anche nelle indagini, con i primi risultati degli accertamenti scientifici effettuati dai Ris di Parma sulla famosa Fiat Punto nera del giovane, con cui si sarebbe poi dato alla macchia per giorni. Sarà importante appurare se l’omicidio si sia consumato appunto nella vettura o se la povera Giulia fosse già deceduta quando Turetta l’ha riposta di peso in macchina dopo averla presa a calci e pugni nella zona industriale di Fosso. In ogni caso uno scenario da brividi.