
Il colpo di scena è diventato ufficiale nel tardo pomeriggio: Vincenzo Schettini, il celebre fisico de “La Fisica che ci piace”, non salirà sul palco del Festival di Sanremo 2026.
L’ospitata, programmata per la serata di venerdì, è stata ufficialmente cancellata, lasciando i fan della divulgazione scientifica con l’amaro in bocca.Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle agenzie, la causa del forfait sarebbe legata a motivi personali dell’ultimo momento, che hanno impedito al professore di raggiungere la Liguria in tempo per le prove generali e la diretta. La notizia ha colto di sorpresa anche lo staff di Carlo Conti, impegnato a gestire i tempi strettissimi della macchina sanremese.
Nonostante il grande dispiacere espresso dai vertici Rai, la scaletta ha dovuto subire una rapida rimodulazione per garantire la fluidità della gara canora. Schettini avrebbe dovuto portare un tocco di scienza ed energia sul palco, confermando il successo del suo approccio educativo che ha già conquistato i social network e la televisione.

Le reazioni sul web non si sono fatte attendere, con migliaia di utenti che speravano di vedere il “prof” più famoso d’Italia alle prese con le leggi della fisica applicate alle note della canzone italiana. Al momento, non è stato comunicato se l’intervento potrà essere recuperato durante la serata finale del sabato.
Resta dunque il vuoto di un momento che prometteva di essere uno dei più originali della serata, mentre la produzione continua a lavorare per mantenere alto il ritmo di un Sanremo che, anche quest’anno, non smette di riservare sorprese e cambiamenti repentini. Il dietrofront di Schettini si lega inevitabilmente al caos scoppiato in seguito alla sua partecipazione al podcast di Gianluca Gazzoli, che ha consegnato ai media e ai social diversi titoli scomodi, a partire dall’idea di un insegnamento a pagamento: “La scuola si fruirà moltissimo anche online, fuori dalla scuola”, aveva affermato. “Tanti insegnanti come me cominceranno a fare il part-time perché cominceranno a proporre i loro contenuti online, magari anche a pagamento. Perché un prodotto deve essere in vendita in un supermercato e perché la buona cultura non deve essere in vendita? Paole che indubbiamente hanno spaccato la pubblica opinione.