In una località dove il lago di Garda si specchia in un panorama di apparente quiete, il normale fluire del tempo si è interrotto bruscamente tra i binari della stazione.
Un clima di attesa carica di tensione ha avvolto lo scalo ferroviario di Desenzano, trasformandolo nel teatro finale di una caccia all’uomo che teneva col fiato sospeso l’intero Paese.Mentre i viaggiatori ignari affollavano le banchine, l’ombra di un evento drammatico avvenuto a chilometri di distanza continuava ad allungarsi, proiettando una minaccia invisibile ma tangibile.
Ogni volto, ogni zaino e ogni movimento sospetto venivano analizzati con discrezione dagli occhi attenti delle forze dell’ordine, pronti a intervenire al minimo segnale di allarme.La tranquillità del luogo era solo un sottile velo di normalità destinato a lacerarsi da un momento all’altro, mentre la rete dei controlli si stringeva attorno a un obiettivo preciso. Nessuno poteva immaginare che, proprio in quel punto di transito così frequentato, si stesse per chiudere il cerchio su una fuga disperata iniziata dopo un assalto fatale.

All’improvviso, il ritmo della stazione ha subito un cambiamento improvviso quando una pattuglia ha puntato un uomo che cercava di confondersi tra la folla. Senza che potesse abbozzare alcuna reazione efficace, il ricercato si è ritrovato circondato, segnando la fine di un lungo periodo di incertezza e timore.
Il sospettato, visibilmente sorpreso dalla rapidità dell’intervento, ha assistito al crollo del suo piano di fuga in pochi istanti. Ma chi è l’uomo bloccato dalle autorità e quali sono le incredibili parole pronunciate al momento del fermo riguardo al delitto di Bologna?