
Le indagini sul d*ammatico destino di Federica Torzullo, la donna colpita a m*rte a Roma, stanno portando alla luce uno scenario di anni di angherie subite per mano di Claudio Carlomagno. L’uomo, attualmente in stato di fermo, deve rispondere non solo del decesso della compagna, ma anche di m*ltrattamenti aggravati proseguiti ininterrottamente.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la convivenza tra i due era diventata un incubo quotidiano per la donna, vessata sistematicamente prima dell’a*salto fatale. I magistrati della Procura di Roma stanno analizzando i referti medici e le testimonianze di amici e familiari, che confermano un clima di t*rrore psicologico e fisico.
Il pubblico ministero titolare del fascicolo ha sottolineato come la condotta dell’uomo fosse caratterizzata da una crudeltà costante, culminata nell’episodio che ha stroncato la vita della Torzullo. Durante i rilievi nell’appartamento, gli agenti della Squadra Mobile hanno raccolto elementi fondamentali per ricostruire l’esatta dinamica della lite finita male.

Nonostante le richieste di aiuto mai formalizzate in una denuncia ufficiale, i segni della v*olenza subita erano evidenti a chi frequentava la coppia. Carlomagno avrebbe agito spinto da un desiderio di controllo totale, trasformando la loro casa in una prigione per la compagna, fino all’emergenza vitale che non le ha lasciato scampo.
Ora l’uomo attende l’udienza di convalida, mentre le accuse nei suoi confronti si pesano alla luce di una nuova pista investigativa che punta tutto sulla reiterazione delle a*gressioni. Il caso di Federica Torzullo riaccende i riflettori sulla necessità di intervenire prima che il flusso degli abusi si trasformi in una t*agedia irreversibile.