
La vicenda della famiglia che viveva isolata in un bosco in Abruzzo continua a tenere banco nel dibattito pubblico, con focus ora sull’analisi specialistica di Roberta Bruzzone. Intervenuta durante la trasmissione “La Vita in Diretta”, l’esperta ha espresso una valutazione netta sulla dinamica genitoriale emersa dagli atti giudiziari, puntando i riflettori sulla figura materna.
Al centro della storia ci sono tre bambini, allontanati da mesi dai genitori e attualmente ospitati in una struttura protetta nel vastese. Il padre, Nathan Trevallion, attende con ansia la decisione del tribunale dei minorenni dell’Aquila, sperando di ottenere l’affidamento. Tuttavia, secondo quanto ricostruito, la madre, Catherine Birmingham, avrebbe assunto un atteggiamento definito “ostile e squalificante” nei confronti dei percorsi stabiliti dalla magistratura, un elemento che potrebbe influire sulla sua responsabilità genitoriale.
Proprio su questo punto si è concentrata l’analisi di Roberta Bruzzone. Ha sottolineato la necessità che il padre dimostri piena adesione alle indicazioni del tribunale, assumendo un ruolo deciso e protettivo. “In questa fase – ha spiegato – è fondamentale che i bambini possano accedere a percorsi di crescita strutturati, che includano scuola, socialità e assistenza sanitaria, elementi essenziali per il loro equilibrio psicofisico”.

Secondo Bruzzone, la situazione descritta dagli atti giudiziari rivela una condizione di rischio per i minori, legata non tanto alla scelta di vita alternativa quanto alla dinamica familiare che si è creata. Il comportamento attribuito alla madre, a suo avviso, rende necessario un intervento chiaro da parte del genitore per garantire un ambiente sereno e sicuro ai figli. Nel frattempo, il padre ha chiesto di placare le proteste che si sono svolte nei pressi della struttura che ospita i bambini.
“Voglio che tornino a casa – ha dichiarato – ma fino a quando non sarà possibile, preferisco che restino qui, lontano da tensioni“. A rassicurare sulle reali prospettive della vicenda è intervenuta anche la garante per l’infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha escluso categoricamente l’ipotesi di un’adozione. L’obiettivo primario, ha ribadito, rimane la serenità dei piccoli, in attesa che la magistratura definisca il loro futuro.