
La Corte d’Appello dell’Aquila ha messo un punto fermo, almeno per il momento, rigettando ufficialmente il ricorso presentato dai legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. La decisione conferma quanto già stabilito dal Tribunale per i Minorenni, ribadendo che i tre figli della coppia resteranno nella casa famiglia di Vasto anche durante le festività natalizie.
L’ordinanza ha confermato la sospensione della responsabilità genitoriale per i due cittadini stranieri, lasciando i gemellini di 6 anni e la sorella maggiore di 8 anni all’interno della struttura protetta. Nonostante la madre possa trascorrere alcuni momenti della giornata con i piccoli, il nucleo familiare rimarrà diviso, lontano dal casolare di Palmoli dove la vicenda ha avuto inizio lo scorso 20 novembre.
Dalle relazioni della tutrice emergono dettagli che descrivono un adattamento difficile dei minori alla vita comune: i bambini avrebbero manifestato un vero e proprio paura per il soffione della doccia e un rifiuto istintivo verso l’uso del sapone. Stupefatti dagli oggetti quotidiani, i piccoli passerebbero il tempo ad accendere e spegnere ripetutamente l’interruttore della luce, un oggetto a loro precedentemente ignoto.

Sotto il profilo educativo, la situazione appare complessa: i minori starebbero imparando l’alfabeto solo ora, nonostante una scuola di Brescia avesse certificato per loro una scolarizzazione superiore. La bimba di otto anni, secondo quanto riportato, riuscirebbe a scrivere il proprio nome solo se guidata passo dopo passo, confermando le preoccupazioni sulle deprivazioni vissute nel bosco.
Mentre la politica si spacca, con l’intervento del vicepremier Salvini a difesa dei genitori, il padre dei bambini è apparso visibilmente provato all’uscita dallo studio degli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas a Chieti. Senza rilasciare dichiarazioni, l’uomo si è allontanato in fretta, lasciando dietro di sé il peso di una battaglia legale che sembra ancora lontana da una risoluzione definitiva.