"Era nel caffè" Boom di malori, cosa c’era dentro il caffè (2 / 2)

Un ex coordinatore infermieristico di 44 anni, che lavorava in un ospedale a Bologna, è stato posto agli arresti domiciliari con accuse di stalking e lesioni. L’uomo è accusato di aver tentato di avvelenare i colleghi tra il 2020 e il 2023 inserendo sostanze nei caffè consumati sul posto di lavoro. L’inquietante vicenda è stata portata alla luce dopo che diversi episodi di malessere tra il personale hanno destato sospetti, portando a indagini approfondite.

Le accuse contro l’uomo sono state confermate dai giudici del Tribunale del Riesame, che hanno deciso per i domiciliari. Durante il periodo incriminato, diversi colleghi avrebbero manifestato sintomi di intossicazione dopo aver bevuto caffè offerti dall’uomo. Sebbene l’accusato si dichiari non colpevole, gli investigatori ritengono che ci siano prove sufficienti per collegarlo agli avvelenamenti, alimentando l’ipotesi di problemi legati alla sua salute mentale.

Tra le sostanze trovate nei caffè ci sarebbero ansiolitici, che avrebbero provocato disturbi di varia natura nei colleghi. La scoperta ha generato paura e tensione tra gli operatori sanitari, molti dei quali hanno iniziato a prendere precauzioni, come evitare di lasciare incustoditi cibi e bevande.

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L’ambiente di lavoro si è trasformato in un clima di sospetto e preoccupazione, aggravato dal fatto che le motivazioni dietro questi atti rimangono oscure. L’accusa ritiene che l’uomo abbia agito in modo sistematico, cercando deliberatamente di danneggiare i colleghi.

Tuttavia, non sono ancora state chiarite le ragioni che avrebbero spinto l’ex coordinatore infermieristico a compiere questi gesti. La possibilità che soffra di disturbi mentali è al vaglio, e il caso potrebbe assumere risvolti significativi nel corso del processo.