Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, non può non ignorare quello che sta succedendo in Europa e negli Usa, ossia la serie sconvolgente di casi di epatite acuta nei bambini. Alla luce di quello che si sta verificando, in un’intervista rilasciata ad Adnkronos, Bassetti ha fatto delle dichiarazioni molto importanti, confluite in un altrettanto forte appello.
L’infettivologo, riguardo alla causa dell’epatite acuta nei bimbi, ha dichiarato: “Al momento è difficile farsi un’idea. Potrebbe essere un agente infettivo, ad esempio un adenovirus che può dare un quadro così aggressivo, ma negli immunodepressi. Invece qui i casi sono in bambini sani, quindi è molto importate capire in questa fase se è un virus o un nuovo agente di epatite che colpisce solo i bambini. Ci preoccupa il fatto che siamo di fronte a un’epatite molto grave, che in alcuni casi ha portato al trapianto”.
Insomma, allo stato attuale, la causa dell’epatite acuta nei piccoli pazienti è sconosciuta ma, per evitare inutili allarmismi tra i genitori, ha tassativamente escluso che di mezzo ci sia il Covid, rassicurandoli sul fatto che i vaccini non c’entrano nulla e che non si tratta di una reazione imprevista ad essi. Eppure, qualcosa si può fare per evitare che la situazione peggiori.
Sempre ad Andkronos, nel proseguimento dell’intervista, l’esperto, pur escludendo che il Covid e i vaccini abbiano a che fare con il boom di casi di epatite acuta nei bambini, ha rivolto un appello a tutti quanti che è davvero molto prezioso: è doveroso segnalare immediatamente i casi sospetti, per evitare che accada quello che è successo in Cina ormai quattro anni fa, quando il Covid ha preso il sopravvento, espandendosi a macchia d’olio, proprio perché, inizialmente, ne sono stati sminuiti i segnali d’esordio.
Se non si vuol far diventare una patologia un’emergenza sanitaria, come quella che il Coronavirus è stata nell’era moderna, è necessario agire con tempestività, in quanto il fattore temporale gioca un ruolo cruciale per scongiurare quello che è già successo. Anche per Matteo Bassetti l’indiziato più probabile dell’epatite acuta nei bimbi resta l’adenovirus F41 o una coinfezione di questo con altro agente.