Secondo quanto si apprende dalla stampa nazionale ci sarebbero delle novitĂ per quanto riguarda il caso di Emanuela Orlandi. La cittadina vaticana scomparve infatti il 22 giugno 1983 e da allora di lei si sono perse completamente le tracce.
Proprio di recente il fratello di Emanuela è stato ricevuto dalle autorità vaticane, che hanno deciso di effettuare delle nuove indagini attorno alla scomparsa della giovane. Pietro, appunto il fratello di Emanuela, a distanza di oltre 30 anni dalla scomparsa della sorella, vuole ancora la verità .
Una scomparsa mai chiarita quella della Orlandi, che nel corso del tempo ha fatto circolare le ipotesi più disparate. Le autorità però sono arrivate sempre ad un vicolo cieco. Eppure pare che qualche novità importante sia emersa.
Da quanto si è potuto apprendere dalla stampa nazionale, pare che sia stata individuata l’identità della donna che inviò uno dei messaggi di rivendicazione in un finto accento anglofono per la scomparsa di Emanuela Orlandi. Si tratta di una donna di Roma Nord che oggi ha 59 anni, ma nel 1983 era una 19enne.
Le sue generalità al momento non sono state diffuse, questo per ovvi motivi di privacy, ma anche per la delicatezza della vicenda. Ricordiamo che durante uno degli interrogatori portati avanti dal pm Erminio Amelio fu sentito anche o Marco Accetti, fotografo e regista, già condannato per il delitto preterintenzionale di un 12enne, Jose Garramon.
Quest’ultimo aveva affermato di essere in possesso del flauto di Emanuela, circostanza che poi risultò non veritiera in quanto il flauto che aveva era del tutto simile a quello della cittadina vaticana, ma non lo stesso. Ed è proprio durante questi interrogatori che sarebbe emerso il nome della donna he a dicembre 1983 avrebbe registrato su cassetta una delle 4 rivendicazioni relative al caso di Emanuela Orlandi, in cui si chiedeva uno scambio con Mehmet Ali Agca, ovvero colui che esplose dei colpi di rivoltella contro il pontefice Giovanni Paolo II.