Elena del Pozzo, nuovi agghiaccianti dettagli: il racconto choc (1 di 2)

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Manca solo un giorno ai funerali della piccola Elena Del Pozzo, che si terranno domani, mercoledì 22 giugno, alle ore 17:00, presso il Duomo di Catania. Mentre la città, ancora sconvolta per l’accaduto, si sta preparando all’ultimo straziante saluto alla bimba, vittima di una vera e propria mattanza della madre reo confessa, gli inquirenti continuano a lavorare incessantemente.

Sono ancora tantissimi i dubbi da sciogliere attorno al delitto di Mascalucia, dato che, i diversi interrogatori della 23enne Martina Patti sono intessuti di molti “non ricordo”, contraddizioni, bugie, discordanze che occorre risolvere per giungere alla verità.

Non sappiamo ancora dove abbia nascosto l’arma del delitto, verosimilmente un coltello da cucina con cui ha inferto 11 coltellate ad Elena, non sappiamo se qualcuno l’abbia aiutata ad occultare il cadavere e non conosciamo, ancora, l’esito degli esami tossicologici.

Sappiamo, invece, che la donna, dopo aver prelevato la figlia un’ora prima dall’asilo, l’ha condotta nella loro villetta di via Euclide. La bimba ha mangiato un budino mentre guardava i cartoni al cellulare della madre, intenta a stirare. Fin qui sembra il racconto di una normalità. Ma poi? Cosa è accaduto?

La Patti, per convincere Elena a riuscire senza tante storie, le ha detto l’ennesima bugia: quella che sarebbero andate in un posto in cui lei giocava da piccola, che la bimba non aveva mai visto, certa che le sarebbe piaciuto tanto. Secondo gli inquirenti, il racconto di Martina che, dopo la convalida di fermo con l’accusa di omicidio pluriaggravato e premeditato e occultamento di cadavere, è rinchiusa nel carcere catanese di Piazza Lanza, sorvegliata a vista per paura che possa compiere gesti estremi o che altre detenute possano aggredirla, denota una profonda volontà della donna di uccidere la figlia.