Elena del Pozzo, le ultime ore di vita della piccola: l’agghiacciante ricostruzione (1 di 2)

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Molti, molti dubbi ruotano attorno all’omicidio della piccola Elena Del Pozzo che, in questi giorni, abbiamo imparato a conoscere con la sua allegria, la sua solarità, il suo carattere educato, curioso, la sua vivacità che la spingeva a correre dappertutto.

E in effetti è così che la vediamo nei suoi ultimi istanti di vita, immortalati dalla videocamera di sorveglianza dell’asilo, quando la piccola, che avrebbe compiuto 5 anni il 12 luglio, corre tra le braccia della mamma, salutando come sempre, i suoi amichetti. L’ennesima giornata di scuola era terminata e chissà cosa la bimba si aspettava di fare con la sua “dolce” mamma, ignara che quello sarebbe stato il suo ultimo giorno d’asilo e di esistenza terrena.

Questa bimba che ha, su per giù l’età di mio figlio, è la stessa che immaginiamo mangiare il budino, guardare i cartoni animati al cellulare mentre Martina stira e poi… cosa è accaduto? Quel maledetto pomeriggio si è trasformato in un incubo, Elena è andata inconsapevolmente incontro alla morte e ora rimangono solo le lacrime di un padre e dei nonni orfani, che hanno perduto la loro ragione di vita.

Mentre la Patti ha riconfermato, proprio ieri, nel corso dell’interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo, di aver agito da sola e che tutto, dall’uccisione all’occultamento, si è consumato all’interno del terreno incolto dove il corpicino è stato ritrovato, ieri è stato effettuato l’esame autoptico e si attendono gli esami tossicologici.

Intanto l’arma del delitto, un coltello da cucina, non è ancora stata ritrovata, così come è da capire se, effettivamente, ci possa essere il coinvolgimento di un complice, quanto meno nel tentativo di seppellire, prima in una buca troppo stretta per contenerla, poi sotto cumuli di cenere lavica dell’Etna, il cadavere di Elena.