Elena Del Pozzo, le telecamere hanno ripreso tutto: ecco cosa è successo subito dopo il funerale (1 di 2)

Ascolta questo articolo

Sgomento, strazio, senso di impotenza, lacrime, incessanti lacrime, che sgorgano sui volti di un popolo che si è fermato, unito nel dolore, per dare l’ultimo saluto alla piccola Elena Del Pozzo. Oggi è un giorno atroce, non solo per i catanesi, perché nel capoluogo etneo sono giunte persone anche da altre province e da fuori regione e tutte, travolte dalla commozione, dicono: “Elena è la figlia di tutti noi”. 

Sembra di trovarsi in una bolla sospesa, in cui ognuno, a suo modo, è corso a dare un ultimo saluto a questa bimba che, in questi giorni, è diventata la nostra piccola, quella che avremmo tanto voluto proteggere, tenere stretta al nostro petto.

Era uno scricciolo, Elena, ma ora sappiamo che, in questa bara bianca, giace una combattente, una guerriera che, in ogni modo, con tutte le forze possibili, ha cercato di difendersi dalla determinazione della madre killer, per rimanere aggrappata alla vita.

In questa bara bianca giace il corpicino di una bimba, una vittima innocente, che è caduta nella trappola mortale della mamma, la reo confessa Martina Patti, per la quale è stato convalidato l’arresto, con l’accusa di omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere. Non doveva essere lì, Elena.

Aveva tutta un’esistenza davanti, i suoi sogni custoditi nel cassetto, i suoi amichetti, le sue maestre, alle quali strappava sempre un sorriso, e poi la zia bubu, il suo adorato papà Alessandro, i nonni Johnny e Sara.