Elena del Pozzo, l’agghiacciante sospetto sulla mamma Martina Patti: “L’ha fatto prima di ucciderla?” (1 di 2)

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Attorno all’efferato omicidio della piccola Elena Del Pozzo, che il 12 luglio avrebbe compiuto 5 anni, orbitano tantissimi dubbi, che gli inquirenti stanno cercando di chiarire per far luce pienamente sulla mattanza. Dalla data del ritrovamento del corpo esanime della bambina in un terreno incolto di Mascalucia, su indicazioni della madre reo confessa, è tutto un susseguirsi di dubbi.

Sono poche le ore che restano per dare un ultimo saluto alla bambina, massacrata senza pietà da 11 fendenti. 11 coltellate, di cui una fatale, che le ha reciso l’arteria succlavia, hanno comportato una morte non immediata. Se tutto il Paese è restato con il fiato sospeso, pensando al sequestro, come la Patti aveva fatto credere, inscenando il rapimento della figlia da parte di un commando armato, l’immagine del sequestro è stata vanificata, in una notte d’interrogatorio serrato, dalla confessione del luogo in cui la piccola era sepolta e poi dalla confessione di aver commesso l’omicidio.

Ancora tanti sono i punti oscuri da chiarire. Quel che ci resta di Elena è il frame dell’ultima uscita dall’asilo, della sua corta tra le braccia della mamma carnefice. A distanza di pochissimo, questa splendida bambina verrà massacrata per mano di Martina Patti, sua madre, colei che l’ha portata in grembo, colei che le ha dato la vita.

La Patti, da martedì in carcere per omicidio premeditato e pluriaggravato e per occultamento di cadavere, con una scusa, dopo averla prelevata dall’asilo con un’ora d’anticipo l’ha portata a casa, le ha dato un budino come merenda mentre la bimba guardava i cartoni, per poi, con la scusa di farle vedere un posto nuovo in cui lei giocava da piccola e che le sarebbe piaciuta, condurla nel luogo, a pochi metri da casa, in cui le ha tolto la vita, intorno alle 15 del pomeriggio.

La mamma killer di Mascalucia avrebbe pianificato tutto, portando con sé, nel bagagliaio della sua Fiat 500, gli attrezzi che le sarebbero serviti per uccidere e occultare il corpicino di Elena: un coltello da cucina, una zappa, 5 sacchi neri dell’immondizia che aveva staccato dal rotolo in casa.