Elena Del Pozzo, la nonna rompe il silenzio: le strazianti parole della signora Rosaria Testa (2 di 2)

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Il gip Daniela Monaco Crea è stata inamovibile, spiegando che deve restare in carcere, perché c’è un reale pericolo che possa fuggire, inquinare le prove, o reiterare il reato, ossia continuare a uccidere. Ma non dimentichiamoci che la scomparsa prematura della piccola Elena ha distrutto un’intera famiglia, quella dei Del Pozzo, con cui la bimba aveva trascorso la domenica, la sua ultima domenica, nella più completa serenità, all’insegna dell’allegria e della spensieratezza.

Perché, nonostante la separazione, la bambina era felice accanto al suo adorato papà, che si stava rifacendo una vita con una nuova compagna, alla quale la bimba si era molto affezionata ed è forse la paura che quel rapporto potesse intensificarsi, che ha portato la Patti a compiere la mattanza. Martina, dopo aver inscenato il finto rapimento della figlia ad opera di un commando armato, è crollata, indicando prima dove cercare il corpo, e poi, confessando di averla uccisa, senza riuscire a motivare il suo folle gesto.

Nell’immediatezza dei fatti,  Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, ha parlato delle responsabilità della donna in quello che è accaduto. Queste le parole del procuratore: “La madre era stata lungamente sentita e nell’interrogatorio le erano state contestate varie incongruenze. Stamattina ha fatto ritrovare il cadavere e adesso stiamo raccogliendo le sue dichiarazioni, presumibilmente confessorie.”

La nonna paterna della bambina, Rosaria Testa, ha spiegato ai giornalisti: “Avevamo creduto alla storia degli uomini incappucciati: non avevamo ragione di non credere. Elena era una bimba meravigliosa. Quando hanno litigato non voleva andare via da casa un giorno la mamma le stava dando botte e gliela abbiamo dovuta togliere dalle mani. Quella mattina l’ho accompagnata a scuola e le ho detto: ‘Nessuno ti vuole bene più di me’.

La nonna Rosaria Testa, travolta dalla disperazione, ha aggiunto: “Lei mi ha guardata e mi ha fatto capire che aveva capito quello che avevo detto. La madre aveva un atteggiamento autoritario e aristocratico. Decideva lei quando portarci la bambina.”

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