Elena Del Pozzo, la nonna rompe il silenzio: le strazianti parole della signora Rosaria Testa (1 di 2)

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Il delitto di Mascalucia ha sconvolto l’Italia. L’uccisione a coltellate della piccola Elena Del Pozzo, che avrebbe compiuto 5 anni il 12 luglio, per mano della madre reo confessa Martina Patti, ha suscitato, lungo tutto lo Stivale, sgomento, incredulità, e non sono mancati minacce e insulti verso la madre assassina.

Elena non ce la restituirà nessuno. Dopo i suoi funerali, nella Cattedrale di Sant’Agata, il suo corpicino martoriato giace in un bara bianca, sepolta nel cimitero comunale. Ma la sua morte, attorno alla quale ruotano tanti dubbi, merita verità e giustizia.

Lo dobbiamo ad Elena e a tutti coloro che la amavano incondizionatamente. Parlo del papà Alessandro Del Pozzo, dei nonni paterni, di zia bubu, e dei nonni materni, la cui presenza è stata malvista da molti, durante la cerimonia funebre.

Ma loro cosa centrano in tutto questo? Sono stati doppiamente lacerati, dalla morte della loro splendida nipotina e dal sapere che, a commettere quelle atrocità, sia stata la loro figlia Martina, per la quale si sono inevitabilmente aperte le porte del carcere.

La 23enne si trova, come sappiamo, nel carcere catanese di Piazza Lanza, sorvegliata a vista, h24, per paura che possa compiere gesti estremi o che possa subire aggressioni da parte delle altre detenute. Su di lei pendono accuse pesantissime: omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere.