Elena Del Pozzo, cosa gridava la bimba mentre moriva: l’inquietante dettaglio (1 di 2)

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Una piccola bara bianca, un foto, una corona bianca di fiori. E’ questa l’ultima immagine di Elena Del Pozzo, la bimba che avrebbe compiuto 5 anni il 12 luglio, uccisa a coltellate dalla madre reo- confessa.

Elena è volata in cielo troppo presto per mano di chi l’ha messa al mondo ma con i suoi funerali non si chiude affatto il giallo che ruota attorno al delitto di Mascalucia.

Proprio mentre Martina Patti, la mamma killer, si trova nel carcere di Piazza Lanza, sorvegliata h24, per paura che possa compiere atti autolesionisti o che altre detenute possano aggredirla, oltre che per paura che possa fuggire, inquinare le prove e, addirittura, reiterare il reato, gli inquirenti continuano le indagini.

Sono a caccia della verità perché troppi sono i dubbi, troppi i non ricordo, a cui dover dare una risposta, oltre ai tanti interrogativi tra cui questi: dove si trova l’arma del delitto? Perché la Patti non ha inferto una morte meno dolorosa alla figlia? Esiste un complice contrariamente a quanto lei ha affermato?

Per davvero Martina ha fatto tutto da sola, infierendo premeditatamente sul corpo della povera Elena e, dopo aver compiuto la mattanza, occultarne il cadavere in una buca?